Artwork title : Portraits 039
In PORTRAITS 039 la presenza è più frontale, quasi immediata. Il volto emerge dal nero attraverso una struttura alfabetica estremamente densa, attraversata da intense concentrazioni di giallo, oro e arancio .
Due zone assumono particolare forza: gli occhi e la bocca.
Le lettere più luminose sembrano attraversare orizzontalmente il volto, creando due soglie visive: quella dello sguardo e quella della possibile parola. Ma nessuna frase viene realmente pronunciata. I caratteri rimangono autonomi, sottratti alla necessità di essere letti.
È proprio questa contraddizione a rendere l'opera particolarmente coerente con il Genomismo: ciò che normalmente serve a costruire il linguaggio viene utilizzato per costruire una presenza.
Lo sguardo diventa così uno dei punti di massima densità dell'immagine. Il volto sembra osservare lo spettatore nello stesso momento in cui lo spettatore tenta di ricostruirlo. Avvicinandosi, tuttavia, quella presenza si frammenta: occhi, pelle e lineamenti cessano di esistere come tali e ritornano alla loro origine alfabetica.
PORTRAITS 039 mette quindi in tensione due atti fondamentali della relazione umana — vedere e comunicare — mostrando ciò che esiste ancora prima che il linguaggio diventi parola.