Artwork title : Lame
Testo accompagnatorio Lame nasce da un’esperienza vissuta a doppio filo, tra il prendersi cura e il riconoscersi. Da anni accompagno mio figlio nel suo percorso con la neurodivergenza, imparando a stare accanto alle sue soglie sensoriali, al suo modo preciso e vulnerabile di abitare il mondo. Solo più tardi ho scoperto di condividere, in parte, quello stesso modo: con una diagnosi tardiva, ho iniziato a guardare la realtà anche da dentro. L’opera non offre spiegazioni, non cerca definizioni. È una soglia visiva: racconta cosa vuol dire abitare il troppo, il troppo stimolo, il troppo rumore, il troppo tempo. E la necessità, a volte, di restare immobili o di distogliere lo sguardo: non per fuga, ma per protezione. Il non guardare è un modo per non rompersi. Anche per questo la tela è trattata con un fondo lucido, reattivo alla luce. Se l’illuminazione è invadente, l’opera si appiattisce, si chiude. Per essere vista davvero, va cercata. Chiede movimento, chiede attenzione distribuita. Chiede rispetto. Lame è il racconto silenzioso di chi resta fermo, non per paura, ma per amore. “Lame” è parte di un ciclo di opere già sviluppate, che esplora il rapporto tra neurodivergenze, percezione e identità. ⸻ Dettagli tecnici •Tecnica: Pennarelli alcolici su supporto telato •Dimensioni: 50 × 70 cm •Anno: 2025